Pro Loco di Gonnoscodina



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Il paese



Gonnoscodina è un piccolo centro del Campidano adagiato su un pendio collinare tra la Giara di Gesturi, quella di Siddi e il Monte Arci. Il territorio, particolarmente ricco di alture e rilievi, si presenta molto fertile e adatto all'agricoltura, attività cui si affianca nell'economia paesana la lavorazione artigianale del legno e della ceramica. Proprio dalla sua posizione su un declivio collinare deriva il nome del paese: la radice del toponimo "Gonnos", comune anche ad altri paesi sardi, significa infatti collina, mentre la parte finale Codina" significa pietra, roccia.

La fertilità del terreno e la presenza di numerosi corsi d'acqua, come il Rio Mogoro, hanno contribuito alla formazione di piccole comunità fin dall'antichità, come testimoniano alcuni monumenti e siti di età nuragica. La zona fu poi frequentata dai Romani, alla cui epoca risale una piccola necropoli e un deposito monetario rinvenuti nelle campagne gonnoscodinesi. Durante il Medioevo sorse il villaggio vero e proprio, appartenente alla curatoria di Parte Montis nel giudicato di Arborea. Da Gonnoscodina è molto facile spostarsi e andare a visitare luoghi dove la natura ha creato uno spettacolo incredibile. Da qui infatti ci si può spostare a visitare la Giara di Gesturi, coi suoi famosi cavallini selvaggi, oppure la Giara di Siddi, dove la roccia basaltica ha creato nel tempo singolari fessurazioni verticali dai caldi colori rossastri, o ancora le pendici del Monte Arci coi suoi angoli incontaminati e i suoi giacimenti di ossidiana.

Il centro storico di Gonnoscodina accoglie sul Rio Ischia un antico ponte, di cui non si conosce la data di costruzione, la chiesa di San Sebastiano e quella di San Daniele. Quest'ultima, edificata nella prima metà del XIX secolo, è diventata il simbolo del paese, anche perché sorge al suo ingresso e perciò è una delle prime cose che si nota arrivandovi. La chiesa presenta una pianta centrale e una grande ed elegante cupola, che ricorda quella del Pantheon; ospita al suo interno un magnifico altare in marmo pario. Essa è circondata da un bellissimo parco ammantato da macchia mediterranea. La chiesa di San Sebastiano, invece, ha sostituito l'antica parrocchiale di San Bartolomeo, di cui oggi restano solo due archi a tutto sesto. La nuova parrocchiale, risalente al XVII secolo e costruita in stile ionico a croce greca, è una delle poche nella Diocesi di Ales ad essere, oltre che benedetta, anche consacrata.

Al suo interno è custodita una reliquia della Santa Croce e un calice antico di grande pregio. Tra gli appuntamenti festivi possiamo ricordare il 20 gennaio quello in onore del patrono San Sebatiano con il caratteristico falò che viene acceso la notte della vigilia; le feste particolarmente sentite in onore di San Daniele, che si tengono il 9 maggio, il 13 ottobre e il 13 novembre; infine, il 24 agosto la festa di San Bartolomeo nella suggestiva cornice del parco che circonda la chiesetta a lui dedicata.







 

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