Pro Loco di Gavoi



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Il paese



Gavoi (3050 abitanti, m. 777 s.l.m.) fa parte della Barbagia di Ollolai, il cuore della Sardegna. Dista soltanto 30 km dal capoluogo provinciale, Nuoro, e rimane in posizione centrale rispetto agli altri paesi della Barbagia: Fonni, Ollolai, Ovodda, Lodine, Olzai, Mamoiada, Orgosolo. Ancora incerte le origini e il significato del toponimo di Gavoi. La comunità di Gavoi viene citata più volte nell’elenco dei centri abitati sardi che nella metà del secolo XIV versano le decime alle curie di Roma (Diocesi di Santa Giusta). A firmare la pace del 1388 fra Eleonora d’Arborea e Giovanni Daragona, figura anche un gavoese: Bernardus Lepore, in rappresentanza della curatoria della Barbagia di Ollolai e di quella di Austis. Il 23 Maggio 1473 Leonardo Alagnon suddivise i territori della villa di Oleri, distrutta dalla peste del 1398-1401, tra le ville di Gavoi ed Ovodda. Nel 1504 re Ferdinando concesse il feudo a Pietro Massa Carroz di Arborea il villaggio di Gavoi. Dopo il 1614 Gavoi fece parte del Ducato di Mandas.

Il nome di Gavoi appare anche nella campana conservata nel santuario di N.S. d’Itria, datata 1543. Le vecchie campane della chiesa di San Gavino portene le date: 1586 e 1591 e sono conservate all’interno del santuario. Il vecchio orologio del campanile, conservato nella biblioteca comunale, è del 1871, opera del famoso fabbricante di orologi Antonio Chessa Senes di Osilo. Gavoi è citato da diversi viaggiatori stranieri dell’ottocento e descritto, come gli altri centri della Sardegna, da Padre Vittorio Angius, nel Dizionario del Casalis. “Questa terra – annotava l’Angius nel 1839 – presentasi in bell’aspetto da certo punto per la disposizione delle cose in luogo declive e per l’ornamento interno ed esterno d’una amenissima vegetazione nella primavera ed estate.” E ancora: “….non posso tacere come ne’ più di questo popolo vendasi cuori magnanimi e cortesi.”

La Chiesa di San Gavino (XVI sec.), di stile tardo-gotico, ha una interessante torre campanaria alta 30 metri,un bel rosone gotico e all’interno un fonte battesimale in marmo con sormontato un tempietto ligneo poligonale con decorazioni ad intaglio del 1706; tra le opere lignee della stessa epoca: il coro (castagno e noce) ed il pulpito barocco assieme a due confessionali in legno dorato e dipinto di epoca barocca, recentemente restaurante. Nella Chiesa di Sant’Antioco (XV sec.) si possono osservare affreschi del 1701. Nella parte alta del paese vi è l’antica Chiesa di San Giovanni. Il centro storico è caratterizzato da costruzioni in granito rosa con i tetti rossi e i balconi in legno o ferro battuto che riversano sulle vie cascate di gerani in fiore.







 

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