Pro Loco di Atzara



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Il paese



Atzara è un accogliente e ospitale borgo medioevale del Mandrolisai che conta circa 1300 abitanti. E' posto a 540 m sul livello del mare tra le colline del versante occidentale del Gennargentu. Presenta un territorio caratterizzato da un'alternanza di boschi e vaste superfici coltivate soprattutto a vite.

Dal punto di vista archeologico da segnalare che nel territorio sono presenti diversi nuraghi: "Ligios", "Sole", "Suargedu", "Su Pisu". Quelli che però conservano maggiormente le loro caratteristiche sono quello di "Abbagadda" e quello di "Niu ' e crobu" . In località "Pardu 'e Cresia" e "Corongiu 'e Senes" è possibile vedere anche delle domus de Janas.

All'interno del centro storico, suddiviso in quattro rioni principali: "Montiga de Josso", "Montiga de susu", sa "Cora Manna" e "Su Fruscu", si trovano diversi edifici che conservano elementi decorativi in stile gotico aragonese come ad esempio il pozzo del Conte e l'antica casa parrocchiale

Diverse antiche abitazioni private sapientemente custodite dai proprietari ,rappresentano una sorta di museo del tempo e vengono aperte ai visitatori in occasione delle più importanti manifestazioni culturali.

Di stile gotico Aragonese è anche la Chiesa parrocchiale, dedicata a S. Antioco Martire, risalente al XVI secolo.

Poco distante da questa si trova la chiesetta di S. Giorgio datata intorno all'anno 1200. Il terreno circostante ad essa era adibito a cimitero fino alla prima metà del 1800.

Altre chiese presenti nel territorio sono quella di "S. Maria de Susu" (detta anche Santa Maria de Launisa)che fu la parrocchiale dell'antico villaggio di "Launisa" poco distante dal centro abitato.

Sempre a S Maria è dedicata la chiesetta di "Santa Maria de Josso" di recente costruzione, edificata poco distante da quella originaria della quale però non rimangono resti visibili.

L'abito tipico
L’abito tradizionale di Atzara è stato riconosciuto come uno dei più belli di tutta la Sardegna; si nota,oltre che per la camicia e “su pettus” ricamato, per i suoi colori sgargianti blu e verde de “su saigione” (gonna in orbace) e de “sa chinta” (grembiule in orbace) e rosso de “su cippone” (giacchina in panno) finemente arricchito da ricami di pregio e da “is palettas” di broccato, una particolarità è anche “sa tiagiola”, il copricapo femminile portato sopra “su muccadore” e costituita da una lunga striscia di lino bianco inamidato che assume una piega particolare e assolutamente unica nel genere.

Arricchiscono l’abito gioielli come “sa gancera” e “is buttones”. Il vestito maschile invece è costituito da camicia e “ista ‘e pedde”(gilet di pelle di agnello), “berritta”(copricapo di lana nera), “cartzones” (braghe di lino bianche e gonnella di orbace nero) e “cartzas” (gambaletti di orbace nero).

Ancora in paese alcune donne si dedicano all’arte del ricamo e della confezione degli abiti tradizionali







 

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